Studio Sperimentale del Prodotto Termomagnetico

Eseguito presso l'Azienda Ospedaliera

San Camillo - Forlanini di Roma

 Autorizzazione n. 67 del 25 maggio 1999

 

Divisione di Reumatologia

Diretta dal Prof. Francesco Porzio

Impiego di fasce e cinture termomagnetiche nelle sindromi dolorose cervicali e lombari.
Studio sperimentale con il metodo del doppio cieco vs. placebo.

Francesco Porzio

Introduzione

L'azione analgesica dei campi magnetici è conosciuta da tempo. L'iperpolarizzazione delle membrane post-sinaptiche a livello del sistema nervoso simpatico produce un'interferenza con la trasmissione d'informazione e una conseguente riduzione dell'attività simpatica: si determina quindi una relativa vasodilatazione con aumento della disponibilità tissutale d'ossigeno ed eliminazione dell'eventuale componente ischemica del dolore. Si osserva inoltre una depressione dell'attività delle fibre C di piccolo diametro, delle quali il 50% è deputato alla trasmissione della cosiddetta componente lenta del dolore, poiché conduce gli stimoli raccolti dai recettori periferici sensibili alle azioni delle pain producing substances. La ridotta attività di queste fibre, in accordo con la teoria del gate control di Melzack e Wall (1), concorre alla chiusura del cancello. Sembra inoltre possibile l'ipotesi che il riequilibrio della membrana cellulare determini il blocco delle sostanze algogene e proinfiammatorie, quali l'istamina, la serotonina, i prostanoidi, le prostaglandine, nonché un'azione di neutralizzazione o di modulazione sulla produzione dei radicali liberi, sia diretta a livello di legame, sia mediata dalla stimolazione di varie reazioni enzimatiche cellulari.

Obiettivi

L'obiettivo del presente studio è stato quello di valutare l'attività antalgica di fasce e cinture termomagnetiche nelle sindromi dolorose cervicali (SDC) e lombari (SDL), a confronto con fasce/cinture non magnetiche (placebo). Lo scopo era di dimostrare in due tra le patologie più diffuse l'utilità di affiancare alla terapia farmacologia quella fisica non-convenzionale, in particolar modo in quei pazienti che sono poco tolleranti, o che mostrano scarsa adesione alla terapia farmacologia tradizionale. La dimostrazione dell'utilità dell'applicazione di dispositivi termomagnetici avrebbe indubbie ricadute da un punto di vista farmaco-economico (risparmi sulle spese dei farmaci ecc.) a fronte d'effetti indesiderati molto modesti.

I risultati da noi ottenuti in questo studio confermano l'ipotesi che l'utilizzo di campi termomagnetici prodotti per mezzo di fasce e cinture sia in grado di produrre un effetto antalgico in grado di affiancare utilmente e talvolta sostituire la terapia farmacologia tradizionale. Il miglioramento del quadro clinico ottenuto sia nei pazienti affetti da SDC che da SDL è stato, infatti, di grado marcato e statisticamente significativo.

Il poter disporre di comodi dispositivi (fasce e cinture) in grado di generare campi termomagnetici consente inoltre di poter protrarre le applicazioni per un periodo di tempo più prolungato rispetto a quello che è stato possibile fino ad oggi.

Conclusioni

In conclusione, l'effetto analgesico dei campi magnetici, già dimostrato da diversi Autori e confermato dal presente studio, associato alla totale innocuità del trattamento in termini d'effetti collaterali, c'induce a ritenere che l'uso di fasce e cinture termomagnetiche sia uno strumento, quasi del tutto privo di controindicazioni, in grado di permettere una gestione più agevole e razionale del paziente con sindrome dolorosa vertebrale.

Tabella VII. Numero di casi in cui si è avuto un miglioramento clinico (percentuale sul totale dei casi trattati)

 

Numero casi migliorati/Totale (%)

SDC fascia termomagnetica 28 su 30 (93%)
SDC placebo 6 su 30 (20%)
SDL cintura termomagnetica 29 su 30 (97%)
SDL placebo 7 su 30 (23%)

Legenda: SDC=sindrome dolorosa cervicale; SDL=sindrome dolorosa lombare

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